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LA RIFORME
NAZIONALI E I RAPPORTI
TRA ISTITUZIONI SCOLASTICHE ED ENTI LOCALI
-Dott. Ing. Nino Giorgio-
Carissimi Amici, Concittadini tutti, Educatori
e Dirigenti scolastici,
Vi ringrazio per la Vostra presenza così
numerosa in questa serata di Formazione e informazione sui Valori
universali; un particolare e affettuoso ringraziamento va agli illustri
relatori qui presenti tra noi e al
Dirigente scolastico Vincenzo Servedio, nostro concittadino, per la sua
incessante ricerca-azione sul valore supremo della Pace.
Sarò brevissimo , ma voglio cogliere questa occasione di condivisione
di una nuova etica solidale e cosmopolita, per portare il contributo di
questa Amministrazione e mio personale, all'interno della ricchezza di
fermenti positivi presenti sul nostro territorio che si presenta, al
pari di altre realtà nazionali ed europee, sempre più globale,
multirazziale e multietnico.
Questo momento di riflessione da parte del territorio, dei suoi
amministratori, dei suoi educatori, delle tante realtà associative che
vivono la quotidianità giovanile, dei suoi giovani, potrà dare valore
aggiunto al nostro quotidiano impegno di amministratori nel costruire
anche una scuola di tutti e per tutti; la scuola della condivisione e
della inclusione.
In questi ultimi anni le riforme che hanno caratterizzato la scuola
italiana e lo stesso ordinamento Costituzionale hanno assegnato compiti
e responsabilità all'Ente locale di ampio respiro, compresa la
formazione.
Con la legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001, com'è noto ,
sono state apportate modifiche al titolo V del testo costituzionale in
materia di attribuzioni di poteri di legiferazione scolastica a Province
e Comuni.
E' una riforma, come ricorderete, che rientra nel processo di
decentramento amministrativo, avviata con la legge n. 59 del 1997,
basata sul principio di sussidiarietà legislativa tra Stato, Regioni ed
Enti locali.
Le modifiche apportate al titolo V della Costituzione, per effetto
del decentramento di poteri, hanno conferito a Regioni, Province e
Comuni nuovi poteri legislativi in materia di istruzione e formazione
professionale.
Le materie delegate o trasferite a Regioni, Province e Comuni in
virtù del predetto decreto sono:
- La programmazione dell'offerta formativa integrata tra
istruzione e formazione professionale
- istituzione, aggregazione, fusione e soppressione di scuole in
attuazione degli strumenti di programmazione.
- Redazione dei piani di organizzazione della rete delle
istituzioni scolastiche;
- servizi di supporti organizzativi di istruzione per gli alunni
con handicap o in situazione di svantaggio;
- il piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle
attrezzature, d'intesa con le istituzioni scolastiche;
- la sospensione delle attività in casi gravi ed urgenti;
- la costituzione, i controlli e la vigilanza, ivi compreso lo
scioglimento, sugli organi collegiali scolastici e livello
territoriale;
I Comuni, d'intesa con le istituzioni scolastiche, esercitano
anche iniziative relative alle seguenti materie:
- Educazione degli adulti;
- interventi integrati di orientamento scolastico e professionale;
- azioni tese a realizzare la pari opportunità di istruzione;
- azioni di supporto tese promuovere e sostenere la coerenza e la
continuità in verticale ed orizzontale tra i diversi gradi e ordini
di scuola;
- interventi perequativi;
- interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica
e di educazione alla salute.
Il confronto e la collaborazione fra scuola ed Enti locali trova
anche riferimenti in altri settori come:
- la progettazione dell'offerta formativa
- l'edilizia scolastica;
- il piano per il diritto allo studio;
- L'orientamento formativo, a tutti i livelli,
- la verifica e la valutazione del progetto formativo del
territorio nella sua vasta dimensione e complessità
Il Comune ha oggi , più che mai, il compito e la
responsabilità di favorire il rapporto della scuola con il sistema
produttivo locale e con il più ampio sistema sociale e culturale in cui
opera; ha il compito e la responsabilità di prestare attenzione alla
formazione delle nuove generazioni con particolare riferimento ai
servizi e alle attività da promuovere nel campo sociale, nel campo
cultuale, nel campo sportivo e del tempo libero, in vista della
formazione di soggetti protagonisti del proprio futuro, come persone,
come cittadini, come lavoratori, come professionisti autonomi.
Preparare le nuove generazioni ai cambiamenti epocali in atto nella
società della globalizzazione , per la costruzione di una nuova etica
della solidarietà, del rispetto, della tolleranza, del vivere in pace
con se stesso e con gli altri, è sicuramente uno tra i più nobili
compiti dell'Ente locale, in collaborazione con le agenzie educative del
territorio, tra le quali, innanzitutto , le istituzioni scolastiche.
Il nostro Comune si appresta all''attivazione di una politica
scolastica innovativa, formata da reti, sussidiarietà orizzontale, e di
presenza propulsiva nella politica scolastica sia in termini di
progettualità educativa , sia in termini di supporti amministrativi,
allo scopo di migliorare l'offerta formativa e il grado di
soddisfacimento dell'utenza.
Certo il Comune vive con sgomento i pesanti tagli ai trasferimenti
economici, pur in presenza di una richiesta di servizi sempre più ampia.
Il mancato trasferimento dell'ICI, tanto per fare un esempio, se da una
parte ha alleviato i magri bilanci di molte famiglie di lavoratori
,dall'altra ha reso acuta la crisi finanziaria dei Comuni che non
riescono più a garantire i servizi minimi; si immagini la questione
degli anticipi nella scuola dell'infanzia, prima , e attualmente delle
sezioni primavera; degli asilo nido, della mensa scolastica, dei
mediatori culturali, dei servizi sociali, del diritto allo studio,
dell'assistenza ai diversamente abili,della manutenzione ordinaria e
straordinaria degli edifici scolastici, etc..
Un ultimo aspetto che ci riguarda è quello relativo al dimensionamento
della rete scolastica su cui la posizione di questa amministrazione è
chiara e netta: mantenimento, a Toritto, delle due Presidenze.
La frenata di giovedì 6 novembre 2008 al decreto 154 da parte della
maggioranza di non procedere già
da quest’anno all’accorpamento per Decreto Legge, lascia spazi al
dialogo e al confronto.. Un cambiamento di rotta che
accogliamo positivamente. |
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